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Barbara, Michele, Andrea

CIMG0020La conoscenza di AINA è avvenuta grazie alla trasmissione televisiva “Alle Falde del Kilimangiaro”, dove Vichy e Joana in modo semplice hanno raccontato la realtà del Fiore e del “Villaggio Bimbi del Meriggio”.

Io mi sono emozionata e questo è stato il motivo principale per cui ho deciso di iniziare a scrivere ad AINA.

Oggi con le email è molto facile comunicare e instaurare velocemente relazioni con persone e realtà anche lontane da noi. In questa mia emozione non ho potuto non coinvolgere mio marito Michele e i nostri figli Alessandro e Andrea. Quest’ultimo ha ricevuto il Sacramento della Cresima e in quell’occasione abbiamo deciso di fare un sostegno a distanza impegnando le risorse economiche che avremmo utilizzato per i confetti, così facendo abbiamo condiviso la nostra iniziativa con tutti gli invitati.

E’ stato un momento emotivamente molto coinvolgente soprattutto perché Andrea ci ha creduto fino in fondo, e alla proposta di continuare il nostro cammino come volontari, ha accettato.

Prima di partire per l’Africa abbiamo conosciuto Vichy, gli amici di AINA e del Fiore. Li abbiamo incontrati per la prima volta ed abbiamo avuto la sensazione di conoscerli da sempre, una forte empatia e una visione del mondo “diversa” ci ha da subito accomunato.

Presto è arrivato il momento di partire per il Kenya, l’emozione e la preoccupazione per non essere all’altezza della situazione si facevano sentire. Come famiglia non avevamo mai fatto un’esperienza simile e in ciò abbiamo coinvolto anche Alessandro che ha deciso di non seguirci ma è stato comunque un regista d’eccezione.

L’arrivo al Villaggio è stata un’emozione indescrivibile, ci siamo sentiti subito come a casa nostra, abbiamo respirato aria di semplicità e tanta gioia.

I bambini quando non sono a scuola ti cercano, abbozzano qualche parola in italiano, cercano un po’ di affetto speciale ed individuale. Le house-mothers che si occupano dei bimbi 24 ore su 24 sono delle persone splendide. La collaborazione dei volontari nel rispetto delle abitudini del villaggio, è sicuramente preziosa ed in modo particolare nei lavori di riordino e manutenzione della struttura.

Andrea e Michele hanno riparato tutte le zanzariere della struttura. Ricordano volentieri tutti gli operai della shamba e in particolare il falegname Kennet che li ha aiutati nei vari lavori insegnando semplicità, pazienza, sempre sorrisi e rispetto.

Nella vita quotidiana del Villaggio non prevale l’apparire, la frenesia del fare e di arrivare per primi, l’importante è stare insieme, avere il piacere di godere del poco che si ha, il sorriso non manca mai, non ci si arrabbia e si vive la quotidianità, quello che non si fa oggi si farà domani.

Noi occidentali spesso pensiamo di poter insegnare tanto a queste persone e ci sentiamo superiori. Con l’esperienza che abbiamo fatto vi possiamo dire che noi, grazie a loro, ci siamo arricchiti come persone, ci hanno insegnato ad apprezzare e vedere la vita da una prospettiva diversa.

Cari amici, se sentite il desiderio di fare qualcosa per gli altri vi suggeriamo un’esperienza come questa. Al villaggio hanno bisogno di tante cose, fate quello che potete con il cuore, ritornerete ricchi dentro e vi porterete nel cuore il sorriso di tutti i meravigliosi bimbi e adulti che vivono nel “villaggio bimbi del Meriggio.

Barbara, Michele, Andrea

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