Il Villaggio Bimbi del Meriggio

Il progetto dell’AINA “Bimbi del Meriggio” – sostenuto dalla Associazione Il Fiore del Deserto, e dalla Fondazione March To The Top e da amici e sostenitori – è centrato sulla gestione del villaggio-famiglia di Nchiru, nella regione di Meru.

Bimbi del Meriggio (noto localmente come AINA Children Home) offre ospitalità a bambini (maschi e femmine) sieropositivi a partire dalla nascita. Il villaggio è stato inaugurato nell’Aprile 2010 dopo tre anni dedicati alla progettazione, alla costruzione, al reclutamento del personale e alla tessitura dei contatti con la comunità locale.

Al momento (Novembre 2017), il villaggio ospita 115 bambini.

  • il-villaggio-bimbi-del-meriggio-foto-2
  • il-villaggio-bimbi-del-meriggio-foto-3
  • il-villaggio-bimbi-del-meriggio-foto-4
  • il-villaggio-bimbi-del-meriggio-foto-5
  • il-villaggio-bimbi-del-meriggio-foto-6
  • il-villaggio-bimbi-del-meriggio-foto-7
  • il-villaggio-bimbi-del-meriggio-foto-8
  • il-villaggio-bimbi-del-meriggio

Siamo stati accanto ai bambini in difficoltà dell’ospedale Sant’Anna di Igojii fin dal 1993. L’ospedale, in quel periodo, era interamente gestito dalle suore dell’ordine di Don Orione: l’AINA, invece, vi gestiva uno spazio specifico dedicato ai bambini malnutriti. Venivano loro offerte in primo luogo le cure mediche necessarie, ma anche uno spazio protetto, di giochi e di studio.

Nel corso del tempo, pero’, il problema dei bambini sieropositivi, spesso orfani, è emerso in tutta la sua chiarezza e drammatica estensione: le famiglie povere abbandonavano i neonati, le cui madri spesso morivano durante il parto, davanti al cancello dell’ospedale; altri, di poco più grandi, venivano abbandonati in uno stato di grave denutrizione. Non abbiamo allora voluto continuare ad offrire un intervento limitato nel tempo ma – anche in seguito alla pressione delle comunità locali e grazie all’incoraggiamento che ci arrivava dai nostri sostenitori italiani – abbiamo pensato ad un progetto a più largo raggio, che offrisse ai bambini non solo cure e protezione ma anche un lungo sguardo verso il loro futuro.

Il villaggio “Bimbi del Meriggio” si trova vicino a ‘Nchiru, una frazione nel distretto di Meru, una delle principali città del Kenya. Ci troviamo a pochi chilometri dall’equatore, a 250 chilometri da Nairobi e ad una altitudine di 1500 metri.

Qui il clima è equatoriale, con piogge frequenti nei mesi di novembre, aprile, maggio. La vegetazione è lussureggiante: banani, alberi di mango, papaya e avocado costeggiano le strade sterrate intorno al villaggio e offrono generosamente i loro frutti. I nostri vicini sono famiglie di Nchiru, spesso con tanti bambini: si tratta in prevalenza di contadini e agricoltori, a volte di piccoli commercianti; vicino al villaggio c’è anche il grande centro “Father Francis Children Village” dedicato al recupero sociale e scolastico dei ragazzi di strada.

E’ un centro sostenuto dall’associazione “Amici di S.Francesco” che collabora con l’Aina ed è particolarmente legato ai “Bimbi del Meriggio”.

La struttura del villaggio comprende sia diversi edifici costruiti intorno ad un grande spazio alberato centrale, sia la piccola azienda agricola (la shamba) finalizzata al sostentamento degli abitanti del villaggio. In una struttura circolare intorno al cortile centrale si collocano gli edifici della Nursery (per i bambini fino a 5 anni), del dormitorio femminile (per le ragazze più grandi), della cucina-refettorio, della casa utilizzata dai volontari e dagli uffici amministrativi. Chiude il cerchio uno spazio sopraelevato per i giochi e gli spettacoli: una sorta di piazzetta al centro del villaggio.

L’organizzazione della vita del villaggio, così come quella di una famiglia molto numerosa o di una piccola cittadina, è complessa. Ognuno ha il suo compito, la sua area di intervento: tutti però sanno che al centro della loro azione e del loro impegno sta il benessere dei bambini.

La mattina i bimbi più piccoli, quelli del nido, rimangono nella nursery, seguiti dalle house mothers e spesso dai volontari. Le loro giornate scorrono seguendo i ritmi regolari dei pasti e del gioco.

Abbiamo iniziato spinti dall’urgenza, dalla necessità di rispondere ai bisogni primari di tanti bambini abbandonati e sofferenti. Ci siamo dati come primo obiettivo quello di dare loro una casa, un’educazione e tutte le cure loro necessarie per farne degli adulti sani e capaci.