Membra sumus corpori magni

“Noi siamo le membra di un grande corpo. La natura ci ha generato fratelli, poiché ci ha fatto nascere da medesimi elementi e in vista dei medesimi fini; essa ci ha ispirato un amore reciproco e ci ha reso socievoli. Essa ha stabilito ciò che è equo e ciò che è giusto; secondo la sua legge, è più miserevole fare del male che subire un’offesa: secondo il suo comando, le mani siano pronte per coloro che devono essere aiutati. Sia sempre nell’animo e sulle labbra quel famoso verso: “Sono un uomo, nulla di umano reputo estraneo a me”. Teniamo fermo questo: siamo nati per vivere insieme. La nostra società è molto simile ad una volta di pietre, che, destinata a cadere se le pietre non si sorreggessero a vicenda, proprio per questo si sostiene.”

  

                                   Epistulae ad Lucilium 95   

                                                                             

Ciò che ho vissuto nei due anni in cui sono andata al villaggio, ciò che per me questo rappresenta, è la concreta dimostrazione di quanto sia importante vivere per gli altri. Non si può vivere felici se si pensa solo a se stessi. Bisogna “vivere per il prossimo, se vuoi vivere per te”. Ed è solo grazie all’emozione che trasmettono questi bambini pieni d’amore e a tutti i componenti del villaggio, dal primo all’ultimo, che riesci a capire quanto sia, davvero, l’amore a muovere tutto. Quello che ricevi, ma ancora di più quello che riesci a dare. Ed è vero allora che è solo amore se amore sai dare. E se l’obiettivo, quando arrivi al villaggio, è quello di darne più che puoi ad ognuno di loro, certamente andrai via con la consapevolezza di averne ricevuto almeno il doppio anche solo attraverso una loro carezza.

 

Beatrice Natale, 20 anni, Roma