La mia esperienza in Kenya

 

Mi chiamo Lorenzo, ho visto tanti posti in giro per il mondo, ma sono sempre stato un turista. Ad Agosto 2019 ho deciso di mettermi in gioco, sono partito per il Kenya per un'esperienza di volontariato. Tre settimane nel centro AINA Children Home, Nchiru, contea di Meru.

Appena atterrato a Nairobi sono stato pervaso da un odore di polvere e benzina, da una noncuranza della bellezza così come la concepiamo noi europei. La massa di gente in quell'aeroporto si perdeva nell'ancora più grande piazzale lì di fronte, dove una miriade di Jeep attendono turisti da portare in giro per Safari. "Dove vai?" mi ha chiesto un autista del posto. "A Meru" gli ho risposto. Ha strabuzzato gli occhi. "A Meru?!? E cosa vai a fare a Meru?" "Volontariato" gli ho risposto. "Bravo". Sorriso. Il primo sorriso keniota. Il primo di tantissimi sorrisi kenioti.

Tre settimane sono poche, sono poche per riempirsi di tutti quegli sguardi e quei sorrisi, di tutti quei bambini che ti corrono incontro e ti chiamano non appena ti vedono, che ti abbracciano e non ti chiedono nulla in cambio, se non un altro abbraccio. Tre settimane sono poche per capire veramente cosa è il Kenya, cosa è l'AINA Children Home e come funziona realmente la vita dall'altra parte del mondo.

Sono arrivato al centro di notte, subito sono andato a dormire noncurante di ciò che avevo intorno. L'ho scoperto la mattina seguente: il monte Kenya all'orizzonte, una distesa di Platani, prati verdi, terra rossa come il sole che riscalda ma non surriscalda. E poi tanti, tanti bambini che studiano, giocano, vivono. Si, sono tutti sieropositivi e sì, molti sono orfani, situazioni familiari così assurde da non poter nemmeno essere raccontate. Ma ridono, ti guardano e ridono, ti salutano in swahili anche se sanno che tu non gli sai rispondere, o forse proprio per questo motivo.

Tre settimane sono poche, sono solo un piccolo assaggio di un mondo talmente diverso da essere forse incomprensibile per molti. Ma anche solo tre settimane bastano per andarsene con le lacrime, contornato da tutti quei bambini che ti abbracciano per non farti andare via, che ti vorrebbero sorridere ma non riescono perché sono tristi per la tua partenza. Mi mancano quei sorrisi che non trovi da altre parti. Vorrei tornare anche solo un giorno per rivederli, ancora e ancora sorrisi. Chissà, un giorno.