Ad un certo punto senti di dover dimostrare qualcosa a te stesso e tutto funziona incredibilmente perché questo avvenga. E così mi sono trovata in Kenya.

Un mondo raccontato e visto solo dai giornali e sulle televisioni si distende davanti ai tuoi occhi; una realtà che per un mese è diventata la MIA realtà.

Perché al di fuori di quel meraviglioso villaggio dove i Bambini del Meriggio giocano felici e dove puoi osservare i loro occhi sorridere nonostante tutto; al di fuori di vite spezzate e riattaccate; al di fuori di quella spensieratezza che è stata loro nuovamente concessa, c’è un popolo che deve affrontare problemi più grandi di lui. E non sono situazioni descrivibili, bisogna viverle, anche per un breve periodo, per apprezzare il tuo pezzo di mondo.
La mia esperienza principalmente si è svolta all’interno del villaggio dove ho concretizzato il progetto di dipingere la parete del refettorio e a seguire altri lavori. La soddisfazione più grande era nel vedere la gioia e la curiosità dei bambini, dai più piccoli ai più grandi, crescere insieme al disegno e sapere di aver lasciato veramente un pezzo di me lì, in Africa. E forse un ricordo a quei bambini.

Bambini che hanno fatto anche loro molto per me; mi hanno insegnato che niente può e deve toglierti il sorriso e che è sempre tempo di ricominciare e mi hanno preso per mano e trasportato nel loro mondo fantastico quando le mie emozioni erano fragili.

Una parte del mio cuore e dei miei pensieri ora è lì, a rotolarsi nella terra rossa e a godere del calore di quel sole e di quei sorrisi, che spero di rivedere al più presto.