Sono arrivato in A.I.N.A. dopo aver dormito una notte  dalle Sisters of Charity a Nairobi. Subito, appena arrivato al villaggio ho sentito qualcosa di forte dentro di me.  Al villaggio sono stato accolto da  Marek, il responsabile del villaggio che mi ha inserito immediatamente nel gruppo…

La sera ho cenato con i bambini, ed anche se ero ancora un po’ frastornato dal viaggio, già mi sentivo parte integrante della famiglia.

Il giorno seguente ho iniziato il mio piccolo progetto, che consisteva nel costruire le zanzariere per tutti gli alloggi del villaggio.

A parte qualche vestito, le mie  valigie erano piene di attrezzi ed utensili per portare a termine il mio lavoro il prima possibile visto che il mio soggiorno durava solo 3 settimane…
Subito ho avuto l’aiuto prezioso di Festhas, il driver del villaggio, che giorno dopo giorno diventava sempre più bravo nell’aiutarmi.

Abbiamo iniziato subito a fare le zanzariere nella  nursery dove dormivano i più piccoli e dove gli stessi bimbi facevano scuola con la maestra che tutti i giorni veniva al villaggio a piedi…

Sia al  mattino che al pomeriggio ero sempre in mezzo ai bambini che erano tutti li a giocare, a stendere i panni lavati dalle house mothers, ed il venerdi a lucidare le scarpe per la messa della domenica.

Ho impresso negli occhi come i bimbi si mettevano in fila davanti a me aspettando che gli gonfiassi uno ad uno i palloncini che gli avevo comprato, o quando con dei ritagli di legno per le zanzariere ed il fondo di una bottiglia di plastica,gli costruivo delle specie di ruote che spingevano per il cortile. Qui in Italia non ho mai visto nessun bambino  giocare  con cosi tanta gioia come fanno loro; con quelle poche cose che hanno come  terra, sassi, foglie e piccoli pezzi di legno… Finita la mia lunga giornata di lavoro misto a gioco, cenavo con i bambini, e poi con i più grandi dopo la doccia, essendo io un’amante dei balli latino americani, insegnavo loro la salsa Cubana. Non posso descrivere a parole quanto erano brave ( le grandi sono tutte bambine) a ballare… Ancete che muoveva il bacino meglio di una ballerina professionista, Florinda Makena che pestava sempre i piedi alle sue compagne di ballo, Yvonne che chiudeva gli occhi e si lasciava trasportare dalla musica ed infine Teresina (una della house mother) e Chatrine (l’infermiera) che si inserivano nel gruppo ballando con tutti noi.

Magari sbaglio, ma quando ballavamo assieme, avevo l’impressione che per quell’ora tutti i problemi che accompagnavano la loro vita sparissero grazie alla musica che hanno nel sangue ed a quel fantastico sorriso che non abbandona mai il loro volto.

Nei giorni successivi, tra una zanzariera e l’altra mi e’ capitato di fare altri lavoretti come sistemare gli sciacquoni dei bagni ed inventarmi una soluzione per togliere la sabbia dalla lavatrice tramite un filtro che permettesse di pulire l’acqua…Ho avuto il piacere di assistere alla realizzazione di due vasche per la cultura del pesce da dare ai bimbi in alternativa al solito riso carote e cereali.

Stevy (il capo della shamba) si occupava di dirigere i  lavori sia delle vasche, degli animali della shamba e della coltivazione degli ortaggi. Marek oltre a controllare l’operato di tutti i lavoratori si preoccupava (come un padre) che tutti i bambini stessero bene e quando non era cosi accompagnava in ospedale quello che necessitavano di visite o di cure… un giorno e’ partito con Valentine (una bambina che aveva preso la malaria) e l’ho visto ritornare solo a notte fonda senza aver pranzato e cenato… i bambini lo consideravano come il loro papà!!!  insomma, tutto quello che qui può essere scontato, la’ vale oro!! Ogni nostra piccola conoscenza la’ e’ utilissima e per questo sono convinto che tutti possano fare un’esperienza del genere sentendosi molto più utili di quello che pensano.
Forse proprio perché  ho avuto la fortuna di essere l’unico volontario per le prime 2 settimane, ed ovviamente l’attenzione del villaggio era solo per me, ho potuto toccare con mano tante piccole realta’ quotidiane che accadono li.
Mister smile, questo e’ i soprannome che ho dato a Clinton,un maschietto di 2 anni  e mezzo che la mamma ha dato alla luce dando la vita per lui e che da un po’ di mesi  vive nel  villaggio. Forse proprio per essere nato già solo, Dio gli ha dato il dono del sorriso che lui accende appena sveglio il mattino e spegne solo la sera prima di addormentarsi…
Betty invece che non và molto d’accordo con Clinton, cerca sempre di copiare le bambine più grandi manifestando al mondo la voglia di crescere in fretta!!! Glory che non ride molto, ma sa  benissimo quello che vuole…

Potrei scrivere decine di pagine raccontando aneddoti su tutte le persone che ho conosciuto nel  villaggio, ma la cosa più bella secondo me, è avere la possibilità di poter  fare un’esperienza del genere, che sicuramente lascia molto di più a noi di quello che si pensa di lasciare a loro.

Posso dire con certezza che dopo molti viaggi di vacanza  alle spalle, questo è sicuramente il migliore che ho fatto e ringrazio l’A.I.N.A  per la possiblita’ che da’ a tutti i volontari di potersi rendere utili agli altri ma soprattutto per l’esperienza che ognuno di noi porta a casa al ritorno.