Pensando di scrivere queste poche righe, dedicate all’AFRICA ed ai “bimbi del meriggio”, ritorno con la mente a quei giorni, pochi rispetto alla forza delle emozioni provate, dove ogni giorno sono stata protagonista dei dolori, delle gioie e delle speranze che hanno animato questo percorso.

Sono un’insegnante, una mamma e una nonna che ama viaggiare.

L’AFRICA è sempre stata nel mio cuore, terra infinitamente ricca e infinitamente povera.

Quando ho avuto l’occasione, grazie alla mia amica Roberta che mi ha fatto la proposta di poter far parte di un gruppo di volontari e a Vicky che lo ha realizzato, non ho esitato. Da allora spesso il mio pensiero è là nel villaggio famiglia dei “Bimbi del Meriggio” …. sento le loro voci giocose mentre si rincorrono nel cortile o li vedo tutti intorno al grande tavolo, mentre mangiano composti, presi a gustare il cibo.

Ho respirato veramente l’aria di una grande famiglia, dove c’è un piacevole scorrere del tempo, senza fretta, grandi e piccoli , ognuno con il proprio compito, senza dimenticare di aiutare l’altro quando è necessario.

C’è l’emergenza acqua visto che gli elefanti hanno danneggiato le condutture? Ma c’è il fiume, un bene naturale, e chi ha tempo trasporta l’acqua come può  con l’aiuto dell’asino, delle braccia o della testa … tutto con molta naturalezza; e quante difficoltà vengono affrontate senza drammi.

Io ho dovuto superare le mie paure dettate dai disagi, con un po’ più di fatica e meno naturalezza di loro; perché sicuramente rinunciare ai conforti  e agli agi a cui siamo abituati nelle nostre metropoli  non è facile, ma sicuramente ci può servire a capirne il valore e a non dimenticare mai di aiutare l’altro.

Ciò che serbo, con cura, nel mio cuore è quello sguardo profondo, curioso, a volte allegro, a volte malinconico dei bimbi che , nonostante tutto , ridono corrono e giocano.

Luisa, da Roma