Terra rossa, natura verde e potente, cielo nero e stellato come raramente lo si può vedere: questi sono i colori del Kenya, paese di meraviglie e contraddizioni.

Proprio queste hanno reso quest’esperienza formativa: imparare a interagire con l’altro attraverso le diversità, anche quando appaiono insormontabili.

Anche l’affetto sembra non avere un linguaggio universale: me l’hanno insegnato i bambini: l’imbarazzo dei primi incontri e abbracci, cui loro non sono abituati, si è trasformato in una potenza che mi ha assorbito e riempito contemporaneamente.

La loro apparente autonomia nasconde un intimo bisogno di affetto e di attenzione, le loro vite così semplici celano storie che stentavo a capire, la loro semplicità rende tutto più facile e magico: accontentarsi di un pomeriggio al prato, o di qualche ora al terreno, di una caramella o di una penna, contrasta con la loro condizione disagiata, ma il loro sorriso rende tutto conciliabile e possibile. Spero di imparare ancora molto, attraverso le loro timidezze, i loro bisogni e le loro gioie.

Valeria, gennaio-febbraio 2010