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La shamba

LA SHAMBA

(L’AZIENDA AGRICOLA)

All’interno del villaggio è stata creata “la Shamba”, un’azienda agricola con l’obiettivo di rendere il villaggio autosufficiente per l’alimentazione.

La shamba si sviluppa per circa 4 acri in prossimità del villaggio in un terreno preso in affitto, dove si coltivano cavoli, carote, mais ed altre verdure tipiche africane come la Sukuma Wiki, sovrana alimentare in tutte le pietanze dei ragazzi. All’interno del villaggio si trovano piantagioni di Banano, Mango, Avocado Guava e Papaya che forniscono frutta tutto l’anno. L’irrigazione viene fornita da ­­­un torrente alle pendici del terreno e dall’acqua piovana raccolta in cisterne.

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Le coltivazioni ancora non forniscono prodotti sufficienti per l’autonomia del villaggio ma si sta lavorando, anche con nuove colture, affinché si arrivi a non dover più comprare fuori frutta e verdura.

L’altra zona della shamba è la fattoria dove vengono allevati animali che, al contrario del settore agricolo, provvedono a soddisfare completamente il fabbisogno del villaggio. Al momento (Ottobre 2017) ci sono infatti 4 mucche che producono 50 litri di latte al giorno, 4 vitelli di cui tre maschi destinati al macello,  abbiamo anche galline ovaiole che forniscono sufficienti uova per i ragazzi e molti maiali che provvedono a fornire la carne necessaria al villaggio e che periodicamente vendiamo anche all’esterno.

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La fattoria è stata riorganizzata ultimamente da un giovane ingegnere volontario che ha ampliato,  rimodernato e organizzato sia il pollaio che la porcilaia permettendo così l’inserimento di nuovi animali senza dover assumere altro personale per la gestione.

Inoltre è stato avviato un progetto per l’apicoltura razionale, nato dall’esigenza di aumentare l’apporto nutrizionale dei bambini sieropositivi con la produzione di miele.

Sempre grazie a dei volontari, si è iniziato un percorso di formazione degli agricoltori della shamba per le tecniche dell’apicoltura razionale e con l’istallazione di un piccolo apiario, ma la formazione è stata estesa anche agli agricoltori locali dei campi vicini.

Infatti il buon esito del progetto è strettamente legato alla capacità di formare nuovi apicoltori locali alle tecniche dell’apicoltura razionale e, a sostenere e promuovere coltivazioni naturali senza l’utilizzo di pesticidi e diserbanti che sono la causa principale della scomparsa delle api creando la principale difficoltà nell’avvio dell’apiario.

Molto è stato fatto finora, si sta facendo e si prevede di fare. L’autosufficienza è un obiettivo difficile da raggiungere, ma non per questo impossibile da ottenere. Solo uno sforzo generale, condiviso da tutte le parti, permetterà al villaggio di crescere nutrendosi di ciò che la propria terra gli offre.

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